L’aspettativa per motivi di ricerca è specifica e non rientra nel quinquennio di quella per motivi personali o familiari

Dirigente Scolastico –  buongiorno avrei bisogno di una consulenza , ho una docente che ha ususfruito di anno sabbatico dal 01/09/2015 al 31/08/2016 e aspettativa per assegno di ricerca dal 01/01/2018 al 30/06/2018. La docente mi chiede, visto la possibilità di ulteriore assegno di ricerca dal 01/10/2018 al 30/09/2019, se nel calcolo della durata massima dell’aspettativa nel quinquennio si deve considerare l’anno sabbatico. Se l’anno sabbatico non si considera, al 30/09/2019, se ho interpretato bene la normativa, ha maturato 21 mesi dunque se intende prendere un ulteriore aspettativa questa non deve andare oltre il 30/06.2020…giusto? Se invece l’anno sabbatico si conteggia lei non può andare oltre il 30/06/2019 a meno che non le vengano concessi gli ulteriori sei mesi per gravità….vero?  Cordiali saluti

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

i 30 mesi nel quinquennio riguardano esclusivamente l’aspettativa richiamata dall’art 18 comma 1 del CCNL/2007 e regolata dal DPR 3/57 artt. 69 e 70.

Tale aspettativa è richiesta per motivi personali e familiari.

Non solo, ma può essere fruita per 12 consecutivamente con 6 mesi per casi eccezionali, e per fruire di ulteriori mesi (per esempio altri 12) bisogna necessariamente rientrare in servizio attivo per almeno 6 mesi.

Quella per anno sabbatico, invece, è una specifica aspettativa spettante al solo personale già di ruolo che ha avuto la conferma in ruolo e può essere fruita una volta ogni dieci anni.

Le due aspettative sono quindi diverse e non si sommano ai fini del quinquennio.

Detto questo,il docente titolare di assegno di ricerca deve fruire d un’ulteriore aspettativa finalizzata esclusivamente agli assegni di ricerca.

Infatti, l’art 22 legge 240/2010 al comma 3 dispone chiaramente che “Gli assegni possono avere una durata compresa tra uno e tre  anni, sono rinnovabili e non cumulabili con borse di studio a  qualsiasi titolo conferite, ad eccezione di quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni  all’estero, l’attivita’ di ricerca dei titolari. La durata  complessiva dei rapporti instaurati ai sensi del presente articolo,  compresi gli eventuali rinnovi, non puo’ comunque essere superiore a  quattro anni, ad esclusione del periodo in cui l’assegno e’ stato  fruito in coincidenza con il dottorato di ricerca, nel limite massimo  della durata legale del relativo corso. La titolarita’ dell’assegno  non e’ compatibile con la partecipazione a corsi di laurea, laurea  specialistica o magistrale, dottorato di ricerca con borsa o specializzazione medica, in Italia o all’estero, e comporta il  collocamento in aspettativa senza assegni per il dipendente in  servizio presso amministrazioni pubbliche.”

Pertanto, il docente può fruire di questa specifica aspettativa che non rientra nel quinquennio di quella per motivi personali e di famiglia o al limite massimo per quella per anno sabbatico.

L 3 aspettative sono infatti diverse essendo regolate da leggi diverse.

 

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