Anno di prova e aspettativa per ricongiungimento al coniuge all’estero. Chiarimenti

Daniela – Scrivo per chiedere un chiarimento circa l’aspettativa per ricongiungimento coniuge all’estero.  Sono entrata in ruolo nella scuola secondaria superiore nell’as 2015/16. Per ragioni familiari, ho chiesto da subito questo tipo di aspettativa, rimandando lo svolgimento dell’anno di prova. Dovró chiederla ancora, e per l’ultima volta, il prossimo anno scolastico. La segreteria della mia scuola ha peró accennato al fatto che ‘forse’ non mi sará possibile rimandare ulteriormente l’anno di prova. Tutti i riferimenti normativi che sono riuscita a consultare indicano che questo tipo di aspettativa non è subordinata al superamento dell’anno di prova. Ti sarei enormemente grata se potessi confermarmi che effettivamente è ancora così, o se invece ci sono degli aggiornamenti normativi che hanno modificato questo aspetto della legge Signorello. Grazie anticipatamente per l’aiuto.

Paolo Pizzo – Gentilissima Daniela,

come ho detto in più occasioni esiste una differenza sostanziale tra il non superamento dell’anno di di prova (esito sfavorevole della prova) e il non raggiungimento dei 180 giorni di cui 120 per attività didattiche previsti che costituiscono il minimo di giorni servizio che deve essere prestato.

Per quest’ultimo punto l’art. 438 comma 5 del Dlgs 297/94 prevede che qualora nell’anno scolastico non non siano stati prestati 180 giorni di effettivo servizio, la prova è prorogata di un anno scolastico, con provvedimento motivato, dall’organo competente per la conferma in ruolo.

Per dare luogo al provvedimento di proroga è sufficiente il semplice accertamento – al quale la motivazione del provvedimento deve richiamarsi – della mancata prestazione del servizio per almeno 180 giorni nell’anno scolastico.

Pertanto la prova è prorogata, qualora non siano stati prestati almeno 180 giorni di servizio anche per i successivi anni scolastici in relazione a periodi di congedo o aspettative a qualunque titolo concessi, ivi compresi i periodi di astensione obbligatoria dal lavoro a norma dell’art. 4 della Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 sulle lavoratrici madri (congedo per maternità), salve restando, ovviamente, le disposizioni di Legge che considerano valutabili anche ai fini della prova determinati periodi diversi dall’insegnamento.

È chiaro quindi che il periodo di prova può essere rimandato senza limiti di anni qualora non si raggiungano i 180 gg. di servizio  (è possibile, infatti, che il docente, anche per più anni scolastici, si assenti a causa della fruizione di aspettative per motivi di famiglia, malattia, congedi per maternità ecc. tali da non permettere per ogni anno scolastico di riferimento il raggiungimento dei 180 gg. effettivi di servizio).

Diverso invece è il caso dell’esito sfavorevole dell’anno di prova.

L’art. 1 comma 119 della legge 107/2015, riconfermando quanto già disposto  dall’art. 439 del Dlgs 297/94,  prevede che in caso di valutazione negativa del periodo di formazione e di prova, il personale prova docente ed educativo è sottoposto ad un secondo per secondo periodo di  formazione e di provanon rinnovabile.

 Detto questo, la legge Signorello non ha una “scadenza”, se non in riferimento al rientro del coniuge destinato all’estero,

Infatti l’aspettativa può avere una durata corrispondente al periodo di tempo in cui permane la situazione che l’ha originata. Può quindi durare per tutto il periodo di servizio all’estero dell’altro coniuge e non ha un limite legale di durata. Il collocamento in aspettativa spetta anche al dipendente il cui coniuge presti servizio all’estero per conto di soggetti non statale e la richiesta non è subordinata al superamento dell’anno di prova.

La scuola, quindi, dovrà (ovviamente) attenersi a quanto indicato.

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