Supplenze ATA: il completamento orario spetta anche durante il congedo di maternità

Rosalia – Gentile redazione,  avrei una questione particolare da porvi.  Sono un’assistente inserita in terza fascia. L’anno scorso ho accettato un part-time di 6 ore come ATA mantenendo il mio lavoro presso privato sempre con contratto part-time a tempo indeterminato. Inoltre, contestualmente alla nomina, comunicai il mio stato di gravidanza. Per tale stato e per le mansioni a me assegnate, la scuola ritenne opportuno mettermi in astensione obbligatoria. Fin qui nulla di strano, quando per un caso fortuito, ho saputo che resesi disponibili altre 30 ore di supplenza sono state assegnate successivamente a persone di molto più in basso in graduatoria rispetto a me.

La mia domanda quindi è: la scuola avrebbe dovuto contattarmi comunque per assicurarsi se volessi o meno completare l’orario rinunciando al lavoro privato, oppure questa decisione, se contattare o meno l’aspirante supplente, è a discrezione della segreteria o della presidenza? Grazie

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Rosalia, il suo contratto part-time (di sole 6 ore) la rende a tutti gli effetti convocabile per il completamento d’orario, come da riferimento normativo riguardante le supplenze ATA, anche in situazione di congedo di maternità.

L’art. 4 del D.M. 430/2000 ribadisce che “L’aspirante cui viene conferita una supplenza con orario ridotto in conseguenza della costituzione di posti di lavoro a tempo parziale per il personale di ruolo, conserva titolo, in relazione alle utili posizioni occupate nelle varie graduatorie di supplenza, a conseguire il completamento d’orario fino al raggiungimento dell’orario ordinario di lavoro previsto per il corrispondente personale di ruolo.”

Naturalmente, considerato il suo secondo lavoro, per poter accettare le restanti 30 ore avrebbe dovuto licenziarsi dal suo lavoro privato.

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