Supplenze ATA: le sanzioni per risoluzione anticipata non si applicano se per giustificato motivo

 

Chiara – Buon giorno, vorrei esporvi la mia situazione: ho ricevuto un incarico come collaboratrice scolastica per 36 ore settimanali  e fino al 31/08, essendo inserita nelle relative graduatorie di  III fascia. Ho preso sevizio e lavorato circa 2 settimane, ma poi sono stata convocata  da una scuola come docente fino al 30/06 per 12 ore settimanali e ho  accettato tale incarico lasciando la supplenza ATA.

La scuola presso cui ero ATA mi ha assicurato telefonicamente che  potevo lasciare quella supplenza per una come docente (cioè avente un  profilo professionale superiore), ma poi mi hanno consegnato un decreto  della dirigente scolastica in cui mi si applicano le sanzioni di cui al comma  1,2 lettera A dell’art. 7 del D.M. 430 del 13/12/2000.

Nel citato D.M. però, si dice che le sanzioni non si applicano se l’abbandono  della supplenza avviene per giustificato motivo.

Vorrei saper se, secondo voi, il mio può essere considerato un giustificato motivo  ed eventualmente cosa posso fare per farmi togliere la sanzione.

Grazie. Cordiali saluti

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Chiara, innanzitutto i riferimenti normativi riportati nel decreto emesso dal DS sono errati, infatti, le sanzioni di cui al comma 1 lettera A (punti 1 e 2) dell’art. 7 del D.M. 430/2000 si applicano per le supplenze conferite sulla base delle graduatorie permanenti e provinciali e non per le graduatorie di circolo e di istituto. Infatti per supplenze conferite sulla base delle graduatorie di circolo e di istituto occorre fare riferimento alla lettera B.

Detto ciò, a parere dello scrivente, non andava applicata nessuna sanzione poiché la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro di collaboratore scolastico è dovuta a giustificato motivo ovvero per accettazione di altra supplenza nel profilo di personale docente fino al 30.06, in riferimento all’art. 7 comma 5 del suddetto decreto.

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