Congedo di paternità per adozioni internazionali. Chiarimenti

Franco – volevo porvi questo quesito in merito alle adozioni internazionali. Essendo le attività scolastiche sospese (vacanze Natalizie), la fruizione della maternità’ può essere posticipata rispetto alla data dell’ingresso del minore in Italia? e farla coincidere con l’inizio delle attività scolastiche, avendo a disposizione l’intero periodo dei cinque mesi spettanti?usufruirò per l’ultimo viaggio di 3gg di ferie e giorni di aspettativa per motivi di famiglia ( premesso che ho già  utilizzato 3 giorni di permesso retribuito e 3 giorni di ferie)  I giorni di aspettativa sono retribuiti al 100%? o potrei usufruire di altro? (es. ferie, festività soppresse…).

Paolo Pizzo – Gentilissimo Franco,

l’art. 2, comma 454, Legge Finanziaria per il 2008 ha sostituito l’art. 31 del T.U.  151/2001 prevedendo che il congedo di paternità spetta, per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua, al padre lavoratore dipendente subordinatamente al verificarsi di una delle condizioni di cui all’art. 28 T.U. (decesso o grave infermità della madre, abbandono, affidamento esclusivo) nonché in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che vi rinunci anche solo parzialmente.

Inoltre, il diritto al congedo di paternità spetta al padre richiedente alle medesime condizioni previste per la madre avente diritto.

Vediamo cosa è quindi previsto per madre e che di conseguenza spetta a te, fermo restando che la madre non se ne avvalga.

  • la lavoratrice che adotta un minore straniero ha diritto all’astensione dal lavoro per un periodo pari a cinque mesi a prescindere dall’età del minore all’atto dell’adozione; il diritto spetta per l’intero periodo anche nel caso in cui, durante il congedo, il minore raggiunga la maggiore età.
  •  Il congedo può essere fruito nei cinque mesi successivi all’ingresso del minore in Italia
  • ferma restando la durata massima del periodo di astensione (cinque mesi ed un giorno),
  •  il congedo può essere fruito, anche parzialmente, prima dell’ingresso in Italia del minore, per consentire alla lavoratrice la permanenza all’estero finalizzata all’incontro con il minore ed agli adempimenti relativi alla procedura adottiva .
  • tale periodo di congedo può essere fruito anche in modo frazionato.

Il congedo non fruito antecedentemente all’ingresso del minore in Italia è fruito, anche frazionatamente, entro i cinque mesi dal giorno successivo all’ingresso medesimo.

La lavoratrice che per il periodo di permanenza all’estero non richieda o richieda solo in parte il congedo di maternità, può comunque avvalersi di periodi di congedo non indennizzati né retribuiti.

Pertanto, potrai fruire del congedo, che è interamente retribuito, anche frazionatamente, prima dell’ingresso del minore, e nei cinque mesi successivi all’ingresso del minore in Italia.

Non è previsto altro.

 

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