La supplenza deve essere disposta per l’intero orario del titolare sostituito

Docente – Sono stata convocata per una supplenza breve di 5 giorni, dal lunedì al venerdì presso un istituto comprensivo in provincia di Caserta.La collega assente ha un orario completo di 24 ore settimanali. Nella stipula del contratto mi hanno invece conteggiato 19 ore settimanali essendo non richiesta la mia presenza nell’orario di compresenza e non conteggiando l’ora “buca”. Inoltre mi hanno conteggiato un’unica ora di programmazione pomeridiana indipendentemente dal fatto che sono rimasta le 2 ore per compilare la stessa come tutte le altre colleghe. Sinceramente, è la prima volta che mi capita una cosa simile e sinceramente vorrei sapere come è orientata la normativa vigente in materia.Grazie mille per la certamente esauriente risposta.

La richiesta di trasferimento non è vincolata al superamento dell’anno di prova

Paola –  chiedo un’informazione riguardo alla mobilità. Sono una neo immessa in ruolo dal 1 settembre 2017 poiché vincitrice del concorso 2016 ma per quest’anno scolastico ho chiesto la maternità anticipata e pertanto l’anno di prova è stato rinviato al prossimo a.s.. Vorrei chiedere la mobilità interprovinciale che uscirà tra breve per ricongiungimento a coniuge e figlio in altra regione rispetto a quella nella quale ho vinto il concorso e sono passata in ruolo, posso farlo nonostante non abbia effettuato l’anno di prova?  Grazie.

I giorni per lutto si considerano 3 per “ciascun evento luttuoso”

Scuola – Gentilissimi, ho un dubbio e ogni volta trovo le risposte on line sul vostro format. Si è verificato un caso luttuoso per una docente che ha perso entrambi i genitori in un incidente automobilistico nella data di ieri 15/2/18 e so che potrebbe usufruire di 3 giorni all’anno per ogni evento luttuoso. In questo caso si considera un evento quindi 3 gg o due le persone care decedute e quindi 6 gg? Vi ringrazio dell’aiuto che fa seguito ad una situazione più unica che rara. Grazie mille.

Trasferimento da posto di sostegno a posto comune. L’anno di riferimento è 2013/14 o anni precedenti

Sonia – Buongiorno, riguardo al trasferimento da sostegno a posto comune nella scuola primaria, ho letto da vostre precedenti risposte che “il conteggio del quinquennio si intende a decorrere dall’anno scolastico in cui il docente ottiene l’immissione in ruolo”. Mi sorge un dubbio. Voi infatti non nominate l’anno di prova. Per capire se posso fare domanda di questo trasferimento devo considerare la data del mio contratto a tempo indeterminato (che nel mio caso corrisponde all’1 settembre 2013) o il conteggio comincia dal mio anno di prova (che nel mio caso è stato posticipato all’anno successivo, 2014-2015, poichè nel precedente anno scolastico era in maternità)?Dunque io posso chiedere questo trasferimento o no? Grazie fin da ora.

Viaggio di istruzione e riposo settimanale

Annasono una docente di un liceo della provincia di Roma e mi rivolgo a lei a nome anche di molti miei colleghi che come me accompagneranno i ragazzi in gite d’istruzione/stage linguistici fino a 7 gg. Ho letto più volte che quando è compresa la domenica spetterebbe al rientro un giorno per riposo compensativo. Il nostro dirigente sostiene che non sia dovuto…è vero? E se così non fosse come comportarsi? La ringrazio per l’attenzione. Cordiali saluti

Domanda di rientro nella ex scuola di titolarità e richiesta di altre sedi

Angela – l’anno scorso sono stata dichiarata perdente posto nella mia scuola e ho dovuto presentare domanda di mobilità condizionata. Sono stata trasferita d’ufficio in una scuola molto scomoda da raggiungere. Quest’anno quando presenterò la domanda di mobilità, ovviamente condizionata, cosa succede se non rientro, come prevedo, nella mia scuola di ex-titolarità? Concorro per le altre scuole che indicherò in domanda allo stesso livello di chi si muove volontariamente oppure ho diritto ad una precedenza essendo perdente posto?

Art 21 legge 104/92 ed esclusione dalla graduatoria

Elio  – Buongiorno, sono un insegnante e nel nostro Istituto, per la mia materia, vi sono solo due insegnanti. Il primo gode dell’art. 21 legge 104 ed è residente in un altro comune dove c’è una scuola similare con la stessa materia. Il secondo gode dell’ art. 3 comma 1 legge 104 per assistenza a genitore disabile ed è residente nel comune dove c’è la scuola e dove risiede il genitore. Ambedue hanno diritto all’esclusione dalla graduatoria. Quest’anno con ogni probabilità ci sarà un perdente posto. Premesso che ambedue sono esclusi dalla graduatoria e che il primo (quello con l’art. 21) non intende presentare domanda di trasferimento nel suo comune di residenza (dove c’è una scuola con la sua materia), il Preside come fa ad individuare chi dei due sarà il perdente posto? Se ho ben capito l’art. 13 sottopone il beneficio dell’esclusione dalla graduatoria all’aver presentato domanda di trasferimento volontario. Ma se questa non viene presentata? Non riusciamo a trovare una soluzione. Vi saremmo molto grati se ci vorrete dare un parere. Grazie.

Computo del sabato e della domenica per assenze ricondotte a istituti giuridici diversi

Lucia –  insegnante di scuola primaria a tempo indeterminato. Due settimane fa ho chiesto 5 gg di congedo parentale avendo un bimbo di quasi 4 mesi. La scorsa settimana, essendo mio figlio malato, ho chiesto 5 gg di malattia bambino. Questa settimana essendomi ammalata io, ho presentato un certificato di malattia di altri 5 gg. Mi hanno chiamata dalla segreteria perché secondo loro dovrei coprire anche sabato e domenica scorsi. Chiedo gentilmente a Lei: sono tenuta a coprire questi due gg come richiesto dalla segreteria oppure essendo cambiata la tipologia di assenza, non sono obbligata? A quale normativa devo fare riferimento per capire come correttamente comportarmi? P.s.per i 2gg che mi chiedono di coprire, la segreteria ha chiesto 2gg di congedo parentale. In attesa di una Vostra cortese risposta, ringrazio e porgo cordiali saluti.

La contrattazione cambia una legge. Principio stabilito dagli ultimi CCNI sulla mobilità e confermato nel nuovo CCNL Scuola

Grazia Buonasera. In relazione alle modifiche sulla mobilità introdotte dal CCNL, desideravo avere alcuni chiarimenti: 1. Il vincolo triennale sarà operativo già dall’a.s. 2018/19? Se nella domanda di mobilità 2018, indicando 5 scuole, ottenessi una delle scuole indicate con mobilità volontaria, sarei costretta a restarci tre anni (2018/18 2019/20 2020/21)? Oppure le limitazioni e quindi il vincolo di cui parla il CCNL partono dalla prossima mobilità (2019/20 2020/21 e 2021/22)? – 2. Il testo del CCNL relativo alla mobilità sembra prevedere il blocco solo per chi, facendo domanda volontaria, ottiene una scuola tra quelle indicate. Chi invece ottiene titolarità su ambito non resterebbe vincolato e potrebbe produrre domanda annualmente. Ma tutto questo come si concilia con la questione dell’incarico triennale su scuola quando si è titolari di ambito, di cui parla la L. 107/15? Siamo sicuri che le limitazioni alla mobilità che riguardano i titolari su scuola non siano invece del tutto assimilabili a quelle già previste nella 107 per i docenti sottoposti a chiamata diretta e con incarico triennale? Come facciamo ad essere sicuri che il blocco riguardi solo chi ottiene trasferimento su scuola, visto che nella 107 non è chiara la questione dell’incarico triennale per i titolari su ambito?  RingraziandoLa anticipatamente per la cortese attenzione, porgo cordiali saluti.

Nuove regole per la mobilità a partire dal 2019/20

Francesco – Buongiorno, vi scrivo per risolvere un dubbio. Ho letto gli articoli di Orizzonte sul nuovo contratto e in particolare sono interessato a comprendere meglio il limite del vincolo triennale qualora si ottenga il trasferimento su scuola. Ciò riguarderà tutti i docenti (a prescindere dall’anno di immissione in ruolo) per la mobilità del prossimo anno (2019-2020) o avrà effetto anche sull’attuale (2018-2019)? Se dovessi ottenere quest’anno il movimento su scuola (provinciale o interprovinciale che sia) potrò liberamente muovermi il successivo? Vi ringrazio in anticipo per la risposta e per il lavoro che svolgete quotidianamente.

Aspettative per svolgere un altro lavoro. Chiarimenti

Laura – Buongiorno, sono una docente a tempo indeterminato presso la scuola secondaria di I grado.  Ad ottobre ho chiesto alla dirigente scolastica della mia scuola un’aspettativa di tre mesi (da aprile a giugno) per poter svolgere un’altra attività lavorativa all’estero (Svizzera) presso una Società che opera attività di ricerca. A giorni avrò un nuovo colloquio con la Preside per definire la questione.
E’ vero che questo tipo di aspettativa può essere concessa indipendentemente dalle esigenze di servizio? Quali leggi devo richiamare? Si può chiedere solo una volta nell’arco della vita lavorativa? Nel caso invece riesca ad ottenere un’aspettativa per motivi personali può essere negli anni successivi richiesta un’aspettativa per effettuare altra esperienza lavorativa? Secondo Lei per pochi mesi è meglio chiedere un’aspettativa per altra attività lavorativa o per motivi personali, nell’eventualità che in futuro abbia bisogno di chiedere un’altra aspettativa per gli stessi motivi? Spero di essere stata chiara. Grazie e cordiali saluti.

Il posto occupato da un docente titolare di ambito non è libero per i trasferimenti

Stefania  – Buongiorno, sono una docente di scuola secondaria di primo grado, titolare su sostegno, in ruolo da 11 anni. Nell’ istituto dove insegno quest’anno è entrato in ruolo un docente di ed. musicale, ma sui posti di potenziamento. Vorrei sapere se- è possibile per me chiedere trasferimento da sostegno a materia nello stesso istituto di titolarità – il docente di musica entrato in ruolo sul potenziamento ha precedenza rispetto a me. Vi ringrazio per la consulenza.

Mobilità 2018/19: i movimenti provinciali precedono quelli interprovinciali

Maria – Gentilissimi, ho un quesito da porvi in vista delle domande di mobilità per l’anno scolastico 2018/19. Nella mobilità, tra due docenti entrambi residenti in un comune chi ha la precedenza: chi è titolare nella provincia di quel comune che chiede trasferimento provinciale oppure chi è titolare in altra provincia e chiede trasferimento interprovinciale, ma con una invalidità civile riconosciuta superiore ai 2/3 accompagnata da disabilità personale ai sensi dell’art 3 comma 1 della legge 104/92 ? Grazie e cordiali saluti.

Assegnazione provvisoria e residenza del familiare. Chiarimenti

Guglielmo – Buongiorno – Sono un assistente amministrativo di ruolo che ho la titolarità in una scuola della Sicilia. Mia moglie ha la titolarità in Lazio come Docente. Ho una Domanda da porle : Posso io chiedere Assegnazione Provvisoria ATA in Lazio dove mia moglie lavora senza necessariamente dover cambiare residenza ?    Grazie anticipatamente. Cordiali saluti.

La domanda di trasferimento è volontaria e sottratta a qualsiasi valutazione del DS

Patrizia – Salve! Sono una docente di ruolo ( a.s. 2014/15 incarico triennale su ambito- chiamata diretta). Lavoro a Cagliari seppur vivo in provincia di Oristano, quindi da 2 anni viaggio tutti i giorni. Vorrei sapere se attualmente , richiedendo il trasferimento  ( domanda quindi di mobilità  interprovinciale) la mia attuale Dirigente dovrà effettuare comunque la mia valutazione su questi due anni lavorativi trascorsi,( ottenendo eventualmente il trasferimento) visto che questa era una condizione del vincolo triennale? Grazie Patrizia.

Fruizione di tipologie diverse di permessi senza rientrare in servizio. Chiarimenti per la scuola

Scuola – Gent.ma redazione, vi saremmo grati se poteste fornici il vostro qualificato parere il merito alla sottoelencata materia. Nella Circolare n. 1 del 3 febbraio 2012 il Dipartimento per la FunzionePubblica chiarisce che  il dipendente che assiste una persona in situazione di handicap grave diversa dal figlio,  nell’ambito dello stesso mese può fruire del congedo straordinario e del permesso di cui all’art. 33, comma 3, della l. n. 104 del 1992.  In questo modo è stato quindi superato quanto detto nella Circolare n. 13 del 2010, al paragrafo 4, in ordine alla preclusione rispetto al cumulo tra congedo ex art. 42, comma 5, e permessi. La circolare citata in premessa chiarisce, inoltre, e che nel caso di fruizione cumulata nello stesso mese del congedo (ovvero di ferie, aspettative od altre tipologie di permesso) e dei citati permessi di cui all’art. 33, comma 3, da parte del dipendente a tempo pieno questi ultimi spettano sempre nella misura intera stabilita dalla legge (3 giorni) e non è previsto un riproporzionamento. Il quesito che si desidera porre è il seguente: Nel caso in cui un dipendente voglia fruire  nello stesso mese del congedo straordinario biennale e poi del permesso di cui all’art. 33, comma 3, della L. 104/92,  ci deve essere una ripresa di servizio oppure i due periodi possono essere goduti senza soluzione di continuità? Nella nostra scuola il dipendente che ricorre alle due tipologie di assenza nello stesso mese ritiene che se i due periodi (congedo biennale e permesso art. 33) sono intervallati dalla domenica l’Amministrazione deve concedere quanto richiesto, in quanto tra una tipologia di assenza e l’altra c’è comunque interruzione. Si ringrazia e si porgono cordiali saluti.

Supplente in infortunio sul lavoro e accettazione di un nuovo contratto o di una proroga contrattuale

Scuola – Un collaboratore scolastico, con contratto di supplenza breve, è caduto mentre veniva a scuola. Il pronto soccorso lo ha considerato Infortunio INAIL e procederemo con la denuncia infortunio sul lavoro “in itinere”. Nel frattempo, considerata il termine del contratto della supplente il 07/02/2018 e la continuazione dell’assenza del titolare, alla luce dell’art. 20 comma 3 del CCNL, chiediamo un confronto riguardo ai seguenti punti: 1)  Il supplente infortunato ha diritto alla proposta di proroga del contratto sebbene non possa sicuramente assumere effettivo servizio? 2)      Come si configura l’eventuale contratto di proroga: varrà ai soli fini giuridici o anche ai fini economici? Cordiali saluti

Riduzione oraria per allattamento. E’ possibile concordare col dirigente l’orario settimanale delle lezioni

Enrica – Buongiorno, sono una docente di italiano di ruolo di scuola primaria. Rientro al lavoro e per un mese e mezzo avrò la riduzione oraria per allattamento. La dirigente scolastica mi ha proposto di effettuare anziché un’ ora in meno al giorno una mattinata intera ( oltre al giorno libero). A me la proposta fa comodo e ho accettato volentieri. Non so però in questo modo come comportarmi con gli impegni pomeridiani, programmazione, consigli, collegio docenti… nelle giornate in cui sono fissati vengono superate le 6 ore e in teoria ne avrei 2 da scalare per allattamento e quindi non dovrei essere presente . Ma visto L’ accordo non so cosa preveda la normativa a riguardo.

Aspettativa per motivi di famiglia. Richiesta di ulteriori mesi. Chiarimenti

Claudia – Salve,  sono una docente della scuola secondaria di primo grado (Pianoforte) entrata di ruolo ad agosto 2017 dalle graduatorie ad esaurimento della provincia di Napoli. Appena effettuata la presa di servizio ho presentato domanda di aspettativa fino al 31 agosto 2018, la mia richiesta e’ stata immediatamente accettata, per cui la mia aspettativa e’ partita dal 1° settembre 2017. Avrei bisogno di estendere il periodo di aspettativa per un altro anno, la situazione non e’ semplice, la mia richiesta e’ stata motivata allegando documentazione medica di mia madre. Non vorrei assolutamente perdere il ruolo e so di dover assolvere l’anno di prova entro i “primi” tre anni che decorrono dall’assunzione. La mie domande sono: – posso estendere la mia aspettativa? Se si, di quanto e in che modo? – l’anno di prova deve effettivamente essere assolto entro i primi tre anni anche se non ho ancora (mai) prestato servizio? Ringraziando anticipatamente per il servizio offerto, attendo di ricevere una cortese e pronta risposta.